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Gennaio 09, 2024

Comunità energetiche rinnovabili, la spinta concreta alla transizione ecologica

Arriva il via libera dalla Commissione Europea: Italia sempre più vicina alla partenza, dopo l’attesa per il decreto attuativo

A distanza di mesi torniamo finalmente a parlare di comunità energetiche rinnovabili. Conosciute anche semplicemente con l’acronimo CER, rappresentano uno strumento di fondamentale importanza in materia di progetti di transizione ecologica.

Vengono introdotte in Italia dal Decreto Milleproroghe 162/2019 (il quale ha a sua volta recepito le disposizioni della direttiva europea Red II) rivoluzionando il concetto di produzione e consumo di energia. Il progetto propone infatti un modello innovativo di distribuzione e condivisione di energia rinnovabile in maniera del tutto equa ed efficiente tra i membri che decidono di costituire o aderire ad una comunità.

A fine novembre dello scorso anno, quindi esattamente un anno fa, veniva pubblicata online la consultazione pubblica del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica sullo schema di decreto, con cui si chiamava la comunità a partecipare attivamente all’individuazione delle modalità e dei criteri con cui sarebbero stati concessi gli incentivi utili a poter realizzare gli impianti alimentati da fonti rinnovabili, da fornire ad uso della comunità energetica. Nel febbraio di quest’anno, invece, veniva avviato l’iter con l’Unione Europea attraverso l’invio della bozza del testo italiano, in attesa dell’invito a procedere.

Oggi, dopo i numerosi rinvii dei mesi scorsi per i ritardi dovuti all’approvazione della proposta di decreto abbiamo finalmente il via libera dalla Commissione Europea.

La notizia era già stata anticipata da una comunicazione di AssoESCo – Associazione italiana delle Energy Service Company e degli Operatori dell’Efficienza Energetica – che individuava nel 10 di novembre il termine ultimo per la consegna delle note di modifica del testo, e quindi la sua probabile pubblicazione per la fine dello stesso mese.

Stando a quanto riportato, la bozza di decreto era già pronta prima dell’estate, ma a giugno il ministero aveva dovuto inviare le integrazioni di informazioni che erano state richieste da Bruxelles.

Nella giornata del 21, il sito del MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica) pubblica quindi un comunicato ufficiale in cui annuncia l’ok a procedere da parte dell’organo europeo.

Si legge la soddisfazione del ministro Pichetto Fratin che annuncia la partenza ufficiale delle CER come “una svolta, una nuova fase storica nel rapporto tra cittadini ed energia”.

Parlando del modello italiano come “apripista in Unione Europea”, aggiunge: «Ora le comunità energetiche rinnovabili potranno diventare una realtà diffusa nel Paese, sviluppando le fonti rinnovabili e rendendo finalmente il territorio protagonista del futuro energetico nazionale. Grazie alle comunità energetiche, infatti, ciascun cittadino potrà contribuire alla produzione di energia rinnovabile, e averne i benefici economici derivanti dall’autoconsumo».

Il testo del decreto è strutturato prevalentemente su due misure: una tariffa incentivante sull’energia rinnovabile prodotta e condivisa e un contributo a fondo perduto. La prima, rivolta a tutto il territorio nazionale, fa riferimento ad una potenza massima agevolabile pari a 5 gigawatt con un limite temporale al 2027 e prevede una tariffa incentivante per la quantità di elettricità consumata dai clienti finali e dalle comunità energetiche rinnovabili, pagata in 20 anni, che verrà erogata attraverso il prelievo sulla bolletta elettrica dei consumatori.

La seconda misura prevede invece…[continua a leggere qui]

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